A coloro che vogliono conoscere il Sentiero contemplativo consigliamo innanzitutto la lettura di questo testo che è anche un manifesto: “Un nuovo monachesimo per i senza religione del terzo millennio“.
Se desiderate approfondire la natura del Sentiero, consigliamo di leggere questa serie di post: Le basi del Sentiero contemplativo, iniziando dal post numero uno.
La nascita e l’evoluzione del Sentiero è tratteggiata in questo post: Il Sentiero contemplativo: origine ed evoluzione.
Basi del Sentiero contemplativo
Sostanza della meditazione: 7- l’abbandono [sentiero79]
Colui che non è, il meditante, è colui che sta e, scendendo nel processo, è lo stare.
Lo stare non sa che farsene del meditante, non esiste alcun meditante, esiste lo stare.
Non esiste più alcun processo, solo lo stare, abbandono senza condizione.
Sostanza della meditazione: 6- perdersi, tornare [sentiero78]
Quando la pratica della meditazione è divenuta costume di vita, l’immersione è profonda, il palombaro sembra non tornare più in superficie.
Sostanza della meditazione: 5- scoprire l’essenziale [sentiero77]
5.1- Lo stare apre sull’esperienza dello spazio. C’è spazio tra un’onda e l’altra, tra un’immagine e l’altra, tra un pensiero e l’altro, tra un vedersi e l’altro.
Sostanza della meditazione: 4- lasciarsi attraversare [sentiero76]
Tutto ciò che giunge va lasciato alla vita: tutto attraversa, tutto illumina, tutto transita e nulla viene coltivato e trattenuto. La meditazione non è il momento della riflessione, dell’indagine, dell’analisi: è solo stare, vedere, prendere atto.
Sostanza della meditazione: 2- lasciare [sentiero74]
Che cosa sta accadendo? Cosa c’è nel pensiero, cosa nell’emozione, cosa nell’azione, cosa nell’intenzione?
Sostanza della meditazione: 3- accogliere l’accadere [sentiero75]
Ciò che adesso accade è l’unica cosa che esiste; ciò che sorge mi può piacere o no ma è la vita che sta accadendo, è il fatto determinante e non ho altra scelta che accoglierlo.
Il presente immensità misteriosa [sentiero72]
Di fronte a quella vastità espressa dal e nel piccolo fatto che accade, dalla consapevolezza che tutto abbraccia, si presenta a me un limite di indagine: non sono adeguato, non ho gli strumenti, non ho lo sguardo sufficientemente profondo, non ho i sensi per indagare oltre un certo punto ciò che accade; questo mi induce a fermarmi e i passi che mi attendono, e che non posso percorrere, vengono avvolti nel mistero.