Da Charlotte Joko Beck, ZEN QUOTIDIANO.
[…] Le ultime parole del Buddha furono: “Siate un lume a voi stessi”. Non disse: “Correte da questo a quell’insegnante, da questo a quel centro”. Disse: “Siate un lume a voi stessi”.
Intendo parlare del problema dell’autorità’.
Contemplazione
La nostra esperienza della vita, di noi, dell’altro. Sguardi senza osservatore.
Colpi di timpano battuti nel cosmo
Ogni esistenza, ogni atto vitale, ogni parola, ogni emozione e ogni affetto sono come colpi di timpano che risuonano in una porzione di cosmo.
Accadono, vibrano, si smorzano.
Accadono, vibrano, si smorzano, scompaiono.
Le gioie del contemplativo
Conosco alcune gioie, due in particolare:
– quella di vivere la pienezza del presente, una pienezza incontenibile che esplode in flash prolungati;
– quella di morire a ciò che si è affinché sia solo il Reale: anch’essa si manifesta come flash prolungati.
Sentire simultaneamente il fluttuare degli stati e l’Essere
Da Contemplando riporto questo post di Roberto d’E.: Esistono giorni in cui il Tutto si manifesta attraverso ogni cellula del mio corpo. Altri in cui il Deserto si profila davanti ai miei occhi. Nulla sembra parlarmi. E nulla posso esprimere. C’è Vuoto e vuoto. C’è Silenzio e silenzio. C’è uno stare Soli e un sentirsi soli.
Logiche alte e belle ma oramai inutili
Quello stato d’esistenza che precede il pensiero e il divenire è chiaro e stabile nella consapevolezza. Lì risiede la radice di quest’essere, quella è la sorgente di questa vita.