Alcune considerazioni in merito al post Vite dedicate all’unificazione: la via dei certosini.
Ai nostri occhi risalta il ritmo pressante della preghiera personale e collettiva: ci sembra opprimente, soffocante, improntato ad un forte rigore, dice Natascia.
Contemplazione
La nostra esperienza della vita, di noi, dell’altro. Sguardi senza osservatore.
Vite dedicate all’unificazione in Dio: la via dei certosini
Fonti: Toscana Oggi, 2013, è l’articolo sotto riportato.
I certosini di Farneta, Pdf
Statuti dell’ordine certosino
Identificazione, immedesimazione, contemplazione
Le questioni da voi poste.
Paolo
Questo pomeriggio a VDM è stata intavolata una discussione in tema di identità , processi di identificazione e disidentificazione che merita di essere approfondita.
Dall’amicizia alla fraternità nel sentire
È opinione comune che la confidenza reciproca, la capacità di condividere i propri vissuti con qualcuno di cui ci fidiamo, contribuisca a creare relazione autentica, amicizia vera e senso di fraternità.
Se la mia fede dipendesse..
Se la mia fede dipendesse dai segni, sarebbe simile ad una pianticella che cresce sulla sabbia.
Se la mia fede dipendesse dal credere che qualcuno è risorto da morte, sarei un mercante: nel mercato del dare e del ricevere, della speranza e del desiderio perderei me stesso, in balia della paura del limite e della morte.
La contemplazione: l’esperienza feriale del Reale
Esiste, semplicemente, il Reale: Esso ha le sembianze dell’ordinario e del banale, dei mille fatti che ogni giorno viviamo.
Un fatto viene percepito come il Reale, quando nell’individuo percettore domina la neutralità e quell’individuo non si percepisce come un soggetto, ma solo e semplicemente come un sensore.
Quando il monaco deve abbandonare la ricerca
Il monaco è colui che dedica la propria vita al processo di unificazione, ma è anche colui che impara dalle esperienze, che diviene consapevole e comprende.
Una parte della vita del monaco è all’insegna del “conosci te stesso”, della ricerca e dell’analisi, dell’approfondimento della lettura di sé e del mondo.
Il dialogo nel sentire: la preghiera nel Sentiero contemplativo
Qui parleremo di quello che altri, in altri contesti interiori e spirituali, chiamano preghiera.
In questa pagina trovate una spiegazione dell’esperienza della preghiera secondo il Cerchio Firenze 77 e secondo il Sentiero contemplativo.
Nel Sentiero non utilizziamo il termine preghiera, troppo equivocabile; parliamo di dialogo interiore, o di dialogo nel sentire, intendendo con questa espressione sintetica:
Perché il lavoro e il contemplare un’alba non hanno lo stesso valore esistenziale?
Chiede Eddy: “Perché ancora non sento lo stesso respiro, la stessa portata esistenziale, la stessa equivalente capacità di trascendere la mia identità nel lavoro, nello svitare un bullone e nel contemplare un’alba?”
Risponde Roberta.
Forse perché siamo in pace con il sole, forse perché non ci ribelliamo al sole che sorge…