Il nostro è un tentativo d’amore.
Un tentativo mosso
da una forza profonda
che non ci appartiene,
che ci spinge e ci attraversa,
che ci annulla
e non si cura di noi.
Facciamo difficolta’
a pronunciare quella parola,
ma quello che ci accade,
nella nostra insignificanza,
è sospinto da quello.
Coscienza unitaria
L’esperienza della coscienza unitaria dell’essere e dell’esistere.
Piccoli fatti
Ti incontro
in ogni piccola cosa.
Non esiste
alcuna grande cosa,
solo piccole cose,
piccoli fatti.
Lì Tu ci sei.
Quel gesto
Quante volte devi
ripetere un gesto
perché sia niente altro
che un semplice gesto?
Ma, soprattutto,
quanto devi aver visto,
osservato e patito
quell’insinuarsi di te
in quel semplice gesto?
Non c’è vita
finché ci siamo noi.
Senza fine
E’ senza fine
il gesto dell’inchinarsi
di fronte alla vita,
dentro alla vita.
Dove tu vorrai
Più volte
ti ho rinnovato
la mia disponibilita’
ad andare fino in fondo,
a non temere.
A non resistere.
Oggi rinnovo ancora
e ancora.
Andrò dove Tu
vorrai condurmi.
L’unica realtà
Ti è evidente
l’unica realta’
che accade proprio ora.
Quella parola,
quel volto che osservi,
quella piccola complicita’,
quei passi,
quelle ombre.
Non c’è altro.
Molliche di pane
Nelle molliche di pane,
sul tavolo,
il segreto della vita.
La vita unitaria in atto
Allora c’è la consapevolezza
della vita che vive,
non di un sé che vive.
Attraverso quel corpo,
quella parola,
quell’emozione,
accade la vita
che non è mia,
è semplice vita,
una e indivisibile.
Un sol tutto inscindibile
Tu consideri la realtà in continuo divenire perchè la frazioni, perchè nel tuo concetto essa è limitata nel tempo e nello spazio.
E’ quella che riesci a percepire; quindi la limiti in senso spaziale.
E’ quella che è ora, nel momento attuale; quindi la limiti nel senso temporale.
Ma il tempo e lo spazio sono illusioni che scaturiscono dal considerare la realtà in modo frazionato e non, invece, quale essa è:
Un-Sol-Tutto-Inscindibile
Quello che è
Il testo che segue è complesso; lo pubblichiamo ugualmente perchè rappresenta una pietra miliare del nostro processo interiore.
Consigliamo al lettore di leggerlo con lo stesso animo con cui leggerebbe uno spartito musicale.
Se ogni scena è simultanea ad un’altra,
se ogni fotogramma semplicemente sta
e il tempo e il divenire
non sono altro che il prodotto della coscienza
che in successione percepisce i fotogrammi,
che cos’è la coscienza se non
la consapevolezza dell’Uno?
E se l’Uno è assoluto
deve racchiudere in sé
tutti i gradi di consapevolezza,
tutti i sentire di coscienza.
Il divenire che l’uomo sperimenta
è la proiezione in una illusoria sucessione
di tutti gli stati di coscienza
e consapevolezza propri dell’Assoluto.
Mai l’uomo è, è stato, sara’
coscienza che diviene ma,
contenendo l’Uno tutti i gradi di sentire,
contiene anche tutte le interpretazioni
relative ai vari gradi di sentire.
Il divenire esiste finchè esiste interpretazione.
Nell’Assoluto esistono tutte le interpretazioni,
ma quando l’uomo non interpreta più
nulla più diviene e non esiste
più alcun uomo.
Il fenomeno della interpretazione
è proprio della natura dell’Assoluto
che nel suo stato di “essere” contiene tutto il “divenire”.
L’eterno presente è solo un aspetto della natura dell’Assoluto.
Alla luce di questa esperienza
che cosa diventa allora la vita?
Quello che è.