Prima di questo incontro vi domandavate qual’era la risposta data alla domanda fatta da un figlio circa la frase che noi troviamo negli Atti degli Apostoli, allorché lo Spirito Santo discese su di essi: “Ricevete lo Spirito Santo, i peccati che rimetterete saranno rimessi… “. (Il brano è in Gv. 20, 19-23, ndr)
La disconnessione e la consapevolezza necessaria [sentiero44]
La realtà è divenire ed essere e niente di tutto questo. C’è la rappresentazione che avviene nel tempo e nello spazio; c’è l’essere che è eterno presente, stare, risiedere. E c’è altro: prima del film, prima dei fotogrammi dell’essere, prima del sentire.
Il Cristo secondo il Cerchio Firenze 77/13: Maria, la ‘madre’ del Cristo
Parlare di Maria, sfrondare la leggenda che gli uomini si sono compiaciuti di creare attorno a questo nome, svelare il vero significato di questa figura è cosa assai complessa.
La disconnessione è il centro della nostra esperienza [sentiero43]
Togliere le etichette dalla realtà. Superare la consequenzialità degli stati e dei fatti. Aprirsi all’accadere che ora è e poi scompare, per lasciare spazio a un altro accadere. Ma, soprattutto, non connettere. Non collegare fatto a fatto, passato a presente, a futuro; parola a parola, parola a emozione; intenzione ad azione.
Il Cristo secondo il Cerchio Firenze 77/12: siate come fanciulli
Cristo disse: “In verità vi dico che se volete entrare nel Regno dei Cieli dovrete essere simili a questi fanciulli”. Sì, impariamo dai fanciulli, non l’innocenza o la bontà che non tutti possono avere, ma la libertà da ogni mentalità o schema di pensiero.
L’Assoluto si rivela nel limite [sentiero42]
L’identificazione è l’incarnazione. La consapevolezza simultanea è la trascendenza.
L’identificazione consapevole e simultanea è la vita unitaria che supera la divisione, la frattura tra l’alto e il basso, l’evoluto e l’inevoluto, l’umano e l’Assoluto, l’uomo e la natura. È la sintesi.
La capacità riflessiva e quel che la mente occulta [scomparire31]
Una voce: Partiamo da cosa incontra l’agente nel trovarsi nella nuova ottica dentro il processo. Quando lui inizia a percepire flash di disconnessione, muore pian piano in lui il bisogno di connettere.
Il Cristo secondo il Cerchio Firenze 77/11: i poveri in spirito
Perché i poveri in spirito non sono gli abulici, gli inerti, i timorosi, coloro che si abbattono alla prima contrarietà, gli sfiduciati nelle proprie possibilità.
La consapevolezza simultanea di tutti i piani [sentiero41]
Se guardi in natura c’è il predato e il predatore; c’è la materia organica e vitale che cresce, e c’è l’essere, l’organismo che la decompone: ogni essere è inserito nell’insieme e non c’è alcun “io” che non si inquadri nel “noi”.