La connessione crea e rafforza l’identità [scomparire7]

Un partecipante: Il processo di connessione?
Una voce: Il processo è connettere automaticamente ciò che è disconnesso. La base su cui ragioni è sempre la connessione; caso mai ti dici: “Sono poco connessa” – che per te significa che sei poco armonica e poco coerente – “Penso una cosa, provo un’emozione diversa e intanto sto facendo qualcosa che non c’entra nulla. Ora mi riposiziono”.

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La disconnessione che viviamo senza riconoscerla [scomparire6]

La connessione, nella via interiore, assume per voi il significato di ricerca di una meta di armonia e di coerenza, mentre la disconnessione vi parla di un cosiddetto pericoloso disarticolare: se un pensiero va da una parte, l’emozione da un’altra e l’azione da un’altra ancora, non potete più parlare di armonia e di coerenza fra le vostre componenti, vale a dire di un “io agente” unitario, La disconnessione per voi è disarmonia.

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Osservazione, disconnessione, spazio [sentiero10]

Riconoscere l’identità come veicolo, familiarizzare con la messa in scena, lasciarsi portare dalla vita che accade, tutto questo porta con sé, nel tempo, dei momenti di chiara visione, di sospensione, disconnessione, vuoto/pieno, presenza. Puoi spiegare questi momenti e la loro funzione, se c’è?

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Lo sballottamento interiore è un moto naturale [57G]

Eppure, affidandovi alla vostra mente, continuate a ipotizzare che, se riusciste a creare maggiore armonia, a quel punto il senso di caos si azzererebbe. Mentre è il contrario: quando in voi sussiste un ordine rigido, cioè una forte pretesa di armonia, diventano numerosi i fatti che possono minacciarlo e quindi avvertite intorno a voi una sensazione di caos molto estesa.

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