Però non fraintendete le nostre parole: non stiamo incitandovi perché vi sforziate di disconnettere. Non vi è proprio possibile liberarvi dalla prigione della vostra mente, perché qualunque vostro impegno per raggiungere una trasformazione interiore non porta da nessuna parte, anzi, vi ingabbia ancora di più nelle vostre strutture.
disconnessione
Non c’è nulla dentro l’umano di solido e di unitario [48G]
[…] Davvero non siete mai contemporaneamente compartecipi e osservatori di ciascuno dei tre elementi (pensiero, emozione, azione, ndr), poiché il vostro meccanismo automatico ne seleziona uno, che vivete come globalità, e in base a questo, poi, vi raccontate di essere il risultato della connessione di tutti e tre.
Riconoscere la disconnessione è riconoscere la gratuità. [47G]
Riconoscere la disconnessione tra pensieri, emozioni e comportamenti è riconoscere la gratuità. Spesso l’uomo si domanda il motivo di un accadimento che lo sorprende, poiché lo giudica al di là delle sue capacità e dei suoi meriti, e si interroga su come quel fatto sia proprio indirizzato a lui, su che cosa lui possa aver fatto per meritarselo e come possa essere di aiuto per i suoi passi nel sentiero evolutivo.
Percezione simultanea, natura della mente, disconnessione
Mettiamo a disposizione di chi ci segue questa raccolta di materiale frutto di alcune discussioni in una chat interna del Sentiero. Il Pdf per la stampa.
La realtà non è una che Diviene, ma una che È. L’essere umano consapevole e risvegliato comprende la simultaneità di Essere e Divenire e ne vive il paradosso. In ‘superficie’ vediamo il Divenire, in ‘profondità’ sentiamo l’Essere.
I flash di disconnessione dalla narrazione della mente [46G]
Connettere vi permette di dire che su un pensiero si forma un’emozione e, come conseguenza, un comportamento, facendo un aggregato di cui voi siete il centro e di cui vi sentite responsabili, perché ve ne imputate la motivazione; poi fate la stessa cosa con gli altri, per quel tanto che riuscite a capire di loro. Degli altri fate continue interpretazioni, costruzioni e proiezioni per affermare voi stessi su di loro, soprattutto quando volete rendere più stretto un rapporto.
I fatti sono disconnessi gli uni dagli altri [40G]
L’uomo è pieno di sé quando ritiene che da un’azione derivi un suo merito o demerito, in quanto connette ogni azione con quelle successive, rendendole conseguenti a un suo operare da protagonista. È pieno di sé anche colui che restringe l’agire a un risultato, e poi se lo attribuisce, come se ciò che accade fosse originato dal suo agire.
La pratica è un lento morire [zq7]
Da Charlotte Joko Beck, ZEN QUOTIDIANO
Uno dei miei versi preferiti dello Shōyō Rōku dice: “Dall’albero secco sboccia un fiore”. Quando l’avidità e il desiderio umani finiscono, c’è saggezza e compassione: lo stato del Buddha.
L’indagine sui condizionamenti
Nel post Il superamento della logica del divenire, affronto una questione fondamentale: l’adesione al duale e ai suoi condizionamenti c’è se è sorretta da una necessità esistenziale, da apprendimenti che la coscienza deve conseguire.
Identità e coscienza 1: chi si identifica, chi disconnette?
Molte sono le questioni che Samuele pone nel suo commento al post Breve riflessione sull’Io/identità, le tratterò in più post.
Risponderò tenendo conto, primariamente, di quanto da me compreso e solo secondariamente mi avvarrò di comprensioni altrui.