Da: Il libro di François, Cerchio Firenze 77. L ‘eterno presente, dove tutto è già contenuto e avvenuto, è il destino? E dov’è la libertà dell’uomo in questo disegno già compiuto?
libero arbitrio
Libero arbitrio, determinismo, vite precedenti [sentiero6]
Quindi nella quotidianità tendiamo a ritenere oggettivo quel che è soggettivo in virtù dei limiti che ci definiscono come esseri incarnati; vediamo cose che se potessimo astrarci dalla nostra composizione e percezione attuale coglieremmo diversamente.
Non è vero che l’uomo, quando sceglie, è libero [vdc17]
Le basi della Via della conoscenza. Si può arrivare ad ammettere che un uomo può cogliere degli elementi di libertà nel suo agire quotidiano, mentre non si può ammettere che il percorso evolutivo dell’uomo presenti delle libertà quando finalmente in lui si abdica alla mente.
L’umano non dà la vita, né la morte
Continuo qui un ragionare iniziato giovedì durante la riunione della Via del monaco, quando A. ha posto la questione della decisione di autorizzare l’alimentazione artificiale in un anziano ai suoi ultimi scorci di vita.
Personalmente ritengo che non sia nell’arbitrio umano dare la morte, e nemmeno la vita.
Ritengo che l’umano – inteso come identità – sia tramite di decisioni che lo precedono e lo vedono come semplice esecutore nella dimensione del divenire.
Faccio un esempio limite per esporre la mia visione:
L’inesistenza del soggetto e l’Assoluto come unica realtà
Pone alcune questioni rilevanti Massimo nel suo commento al post Gradi sentire e libero arbitrio: Supponiamo che il grado 90 sia sufficientemente caratterizzato da altruismo e da una ampia consapevolezza. La navigazione attraverso queste più ampie possibilità, nel percorso che porta al grado 91, è semplicemente meno prevedibile (nel senso che ci sono, per struttura, più percorsi possibili) e quindi sembra più autonoma ma ugualmente “non liberamente scelta”, oppure vi è veramente una libera scelta (1) all’interno delle possibilità disponibili? (5) La generazione di karma è veramente evitabile sulla base di una “nostra” scelta nell’agire?
Gradi di sentire e libero arbitrio
Chiede Massimo nel commento al post Il mondo specchio dell’interiore: “In termini di libero arbitrio, quanto siamo liberi di comprendere e quindi di cambiare? O anche la comprensione (e di conseguenza l’intenzione) è un processo su cui non abbiamo margine di manovra?”
La coscienza, all’inizio del ciclo delle incarnazioni, può essere altruista?
Difficilmente. Perché? Perché il sentire che possiede, ovvero la struttura del corpo akasico che ha realizzato, è così relativa che l’altruismo non trova modo di articolarsi.